2046 ★★★½

Intreccio suggestivo e potente, contorto e complesso quanto le classiche e universali tematiche affrontate dal regista.

Il dolore e la melanconia di un ricordo che si confondono con l'ambizione e il protendere verso la ricerca di un futuro tanto emozionante quanto inquietante. Un flusso temporale dilatato fino all'eccesso che in realtà congela il racconto in un eterno presente.

La sensualità delle protagoniste femminili conferisce al film quel conturbante alone di mistero e di sconfitta, sappiamo già che questo viaggio non farà altro che fomentare i nostri rimpianti più reconditi, ognuno in lotta con i demoni di un amore volutamente perduto, vivendo nell'esaltazione del fascino perverso del ricordo.

Una visione difficile e a volte estremamente "personale" che mi ha lasciato ciclicamente in uno stato di sospensione e attesa; stati d'animo non sempre d'aiuto nello spronare la visione e nello sforzo di ricondurre le varie linee temporali ad unicum decodificabile, almeno nei suoi tratti essenziali.

Un mirabile affresco cinematografico, la cui estetica è costruita con cura, ma che affonda i suoi presupposti nel sentimentalismo più classico; del non sapere cogliere il giusto momento e nel vivere per costruire quei ricordi da agognare successivamente.
Le tematiche trattate non aggiungano forse niente alla sterminata narrativa esistente sull'argomento, ma il piano formale risulta sicuramente sofisticato e finemente raffigurato.

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