Encanto

Encanto ★★★

Potrei riassumere tutto il film con un “carino”, ma tenterò comunque una breve analisi.

Ultimamente i film Disney si stanno allontanando sempre più dal modello fissato da Walt dello sfavorito/outsider che supera una serie di avventure edificanti per riuscire infine a trovare la felicità, e si stanno focalizzando sempre più su storie corali familiari/amicali che insegnano ad apprezzare quello che già si ha comprendendone il valore e l’unicità: Encanto rientra in questa seconda categoria.

Fondamentalmente è il Coco della Disney (America Latina, soprannaturale, famiglia, mille personaggi, grande colpo di scena) mischiato con Harry Potter (l’idea del sacrificio d’amore che genera la magia): è meglio del primo, ma peggio del secondo. Anzi, potrebbe essere visto come un Harry Potter what if in un mondo in cui la magia non è nascosta ai babbani… una sorta di democratizzazione della magia, tipo, retta da un governo oligarchico ereditario.

La realizzazione tecnica è sublime, le canzoni al primo ascolto non mi hanno detto niente ma ok, il cast è fin troppo ampio, e la morale è un po’ troppo sbandierata (altra caratteristica opposta rispetto allo standard fissato da Walt: la morale è complessa e nascosta sotto una storia apparentemente semplice, negli ultimi Classici Disney invece la morale è semplice sotto una storia apparentemente complessa).

In pratica: Encanto non è niente di clamoroso, ma comunque un buon film e l’ennesima conferma che Byron Howard sta firmando tutti i migliori Classici Disney del XXI secolo.

P.S.: Bruno è chiaramente il tebano che gridava che la fine del mondo è vicina in Hercules.
P.P.S.: Mirabel è la prima protagonista di un Classico Disney a indossare la gonna a ruota dai tempi di Esmeralda ne Il gobbo di Notre Dame del 1996, e la prima che ci balla anche mostrandola gonfia dai tempi di Ariel ne La sirenetta del 1989. Che bellezza!

Mario liked these reviews