In the Realm of the Senses

In the Realm of the Senses

Lo scandaloso film di Nagisa Ōshima forse era scandaloso nel 1976 e/o per la platea degli avventori delle edicole italiane negli anni ‘90, che ne nascondevano la VHS dentro L’Espresso o l’Unità, ma visto oggi oscilla fra il noioso e l'irritante, e di certo niente affatto eccitante nonostante la tematica erotica trattata.

Trama (tratta da una storia vera). Giappone 1936, il proprietario di un bordello si invaghisce di una sua dipendente e se la sposa. Lui è sempre infoiato, lei è ninfomane, accoppiata perfetta. Provano una serie di giochetti erotici sempre più estremi fino a risultati fatali.

Ora, io capisco il parallelismo filosofico fra il sesso sfrenato dei due e la militarizzazione sfrenata del Paese che fa da sfondo alla vicenda, capisco dove voleva andare a parare lo sguardo d’auteur di Ōshima, capisco il lavoro notevole e cromaticamente appagante di scenografo e costumista e tutto lo staff, sì, ma francamente il film è brutto. L’aspetto sessuale VM18 è sordido, ripetitivo e infine stancante come un vero film porno, mentre la presunta critica anti-bellica è così microscopica (ridotta a poche scenette che messe insieme fanno sì e no due minuti) da risultare vacua e pretestuosa solo per nobilitare il film. Il finale non migliora.

Ōshima ha girato buoni film, questo non lo è.