Skyfall

Skyfall ★★★★★

Skyfall è un raro caso di film perfetto.

Tutto è così ben fatto, così allo stato dell’arte, così esemplare da rappresentare un precedente epocale sicuramente per la saga di 007, probabilmente per il genere action e chissà, forse anche per il cinema in generale.

La prima qualità che salta all’occhio è senza dubbio quella estetica: la bellezza delle location, degli abiti, delle condizioni meteo, del fuoco, delle forme, dei colori… è eccezionale. Giusto per fare un esempio, il combattimento davanti al ledwall con le meduse è già storia del cinema. Non è da meno la sceneggiatura, sia a livello di trama sia di scrittura, in cui gli autori dimostrano la loro capacità di far convivere insieme queer coding, British humour, traumi edipici e un intreccio criminale di lodevole complessità. Eccellente la messinscena, esemplificata dalla scena cult alla National Gallery. Molto intelligente anche il modo in cui vengono usati i cliché di 007: per esempio la Bond girl Sévérine, mai così conscia di essere solo un meccanismo di un grande ingranaggio. Ai massimi livelli anche la recitazione, con una Judi Dench eccezionale a guidare un cast molto ben assortito e in gran forma.

Se però dovessi indicare un preciso motivo per cui mi piace così tanto Skyfall, direi certamente la sequenza in Scozia. È sublime. È sublime tutto, a partire dall’idea (assolutamente geniale e inedita in un film di 007) del ritorno a casa, poi la bellezza estetica, simbolica e poetica delle location naturali e antropiche, le minuzie domestiche contrapposte alla grandeur della clamorosa battaglia (articolata in preparazione-svolgimento-resa dei conti, una struttura similissima al jo-ha-kyū del teatro giapponese), e infine il maestoso finale tragico degno di un classico della grande letteratura epica.

È tutto così eccellente che paradossalmente potrebbe stancare proprio per questo (come nella metafora della créme brûlée e della gelatina ne Il matrimonio del mio migliore amico). Motivo per cui Skyfall va rivisto ogni tanto, ma non troppo spesso, così da poterlo dimenticare e riassaporare di nuovo.

Forse il miglior film di 007 di sempre? Forse.

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