Sleepy Hollow

Sleepy Hollow ★★★★★

Cinque stelle a un film di genere come Il mistero di Sleepy Hollow, neanche considerato come il migliore nella produzione del suo regista Tim Burton? Sì, e senza dubbi.

Dopo una carriera tutta tesa a declinare in numerose varianti la poetica di quello che potremmo chiamare “outsider gentile in un mondo ostile”, Burton conclude il XX secolo e con esso la prima parte della sua carriera e della sua vita (ovvero quella con la compagna Lisa Marie) realizzando un horror gotico in cui recupera le sue radici da animatore, esprime al massimo la sua poetica già contenuta in quel nocciolo creativo che era il cortometraggio Vincent del 1982, e omaggia le sue fonti cinematografiche e letterarie predilette, ovvero rispettivamente i film della Hammer Film Production e i racconti dark statunitensi del XIX secolo. Il mistero di Sleepy Hollow è quindi un’opera cardine per il percorso creativo di Burton, che con questo film paga il suo debito verso le opere che hanno forgiato il suo immaginario, ma anche per il suo percorso umano data la presenza di un cast artistico e tecnico all-star composto solo da nomi ricorrenti nei suoi film. In altre parole, in questo film Burton si circonda solo di immagini, parole, musiche, temi, luoghi, oggetti e persone a lui vicini, che gli consentono di realizzare un film a sua immagine e somiglianza.

In effetti si potrebbe obiettare che Il mistero di Sleepy Hollow è un film meno “artistico” rispetto ad altri come Edward mani forbice o Ed Wood, ma tutto ciò in cui difetta lo riguadagna grazie al lato “artigianale”. Tutto parte da quel gioiello artigianale che era Le avventure di Ichabod e Mr. Toad del 1949, l’11 Classico Disney, che Burton rilegge alla sua maniera e con l’aiuto di collaboratori sublimi: in primis Emmanuel Lubezki con la sua fotografia onirica, poi Rick Heinrichs per le scenografie, Colleen Atwood che cuce costumi clamorosi, e Danny Elfman che riesce a dare un suono a un mondo narrativo di ineguagliabile potenza evocativa. Tantissime professionalità d’eccellenza che collaborano in un dream team mai più visto.

Un’ultima nota sugli effetti speciali. Capitato esattamente nel periodo di transizione fra l’analogico e il digitale, questo film rappresenta al contempo il vertice ultimo degli effetti analogici, visibilissimi e nondimeno eccellenti, e al contempo una delle migliori applicazioni della CGI di sempre. Oltre alle riuscite animazioni della possessione stregonesca e del ritorno delle carni nel teschio del cavaliere, la vera sfida è stata quella che si vede meno: gli animatori hanno infatti dovuto cancellare digitalmente la testa di Christoper Walken fotogramma per fotogramma ricostruendo graficamente la scenografia dietro, un lavoro certosino e invisibile, eccezionalmente ben fatto e tutt’ora eccellente dopo 22 anni.

Per il suo valore storico, per l’eccezionale livello tecnico raggiunto da tutte le professionalità chiamate a lavorare a quest’opera, e per la sua capacità di andare ben al di là del semplice intrattenimento come perfetto film di Halloween (cosa che comunque è), Il mistero di Sleepy Hollow si colloca un gradino sopra a quello dei “buoni film”: quel gradino che lo fa salire all’Olimpo dei grandi film.


L’ultimo capolavoro di Tim Burton dopo il suo clamoroso, insanabile, fatale tracollo artistico.

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