• Tom and Jerry & The Wizard of Oz

    Tom and Jerry & The Wizard of Oz

    Remake de Il mago di Oz del 1939 di Victor Fleming praticamente letterale, canzoni e inquadrature incluse, ma con in mezzo anche Tom e Jerry con le gag che ne conseguono.

    L’animazione, in co-produzione fra USA e Corea del Sud, non è di alta qualità, e per qualche motivo presenta curiosamente momenti di eccellente fluidità con altri orrendi fatti con la zappa. La CGI invece è usata in maniera molto discreta e cartoonesca e non disturba affatto.

    Buono per ridere un’oretta coi bambini.

  • Encanto

    Encanto

    ★★★

    Potrei riassumere tutto il film con un “carino”, ma tenterò comunque una breve analisi.

    Ultimamente i film Disney si stanno allontanando sempre più dal modello fissato da Walt dello sfavorito/outsider che supera una serie di avventure edificanti per riuscire infine a trovare la felicità, e si stanno focalizzando sempre più su storie corali familiari/amicali che insegnano ad apprezzare quello che già si ha comprendendone il valore e l’unicità: Encanto rientra in questa seconda categoria.

    Fondamentalmente è il Coco della Disney…

  • If Anything Happens I Love You

    If Anything Happens I Love You

    ★★★

    Giuro che non avevo visto arrivare il tema del cortometraggio e ne sono rimasto davvero molto sorpreso.

    Quando, dopo aver dipinto una realtà familiare qualunque di un posto e un tempo qualunque, appare quel simbolo mi sono chiesto “Ma perché?”. Tempo pochi secondi e ho capito.

    Veramente molto, molto buono sia nella realizzazione grafica sia nella narrazione.

  • Tom & Jerry

    Tom & Jerry

    È bruttarello, ma per il suo pubblico fa ridere (il suo pubblico = i miei figli di quattro e due anni). Certo, i vecchi cartoon di Tom e Jerry ti facevano ridere a tutte le età e non solo se hai i denti da latte, però da un film di puro mestiere come questo onestamente non mi aspettavo altro e in fondo non sono rimasto deluso.

    Fondamentalmente è un tentativo di reboot del franchise, con uso plateale e volontario delle stesse…

  • Alice in Wonderland

    Alice in Wonderland

    ★★★

    Versione ridottissima e semplicissima del romanzo di Lewis Carroll.

    La qualità tecnica (che ovviamente è quella che è data l’epoca) non brilla per inventiva, mentre al contrario costumi e oggetti di scena sono curiosamente molto ben fatti; anche il coniglio bianco, che potenzialmente sarebbe potuto essere agghiacciante come quello di Donnie Darko essendo interpretato da un adulto con un costume, è venuto fuori molto grazioso, e in particolare le carte da gioco, interpretate da bambini con cartelli dipinti, fanno un po’ Carnevale, ma comunque funzionano. Carino.

  • Steamboat Willie

    Steamboat Willie

    ★★★★

    È francamente sciocco valutare Steamboat Willie, un cortometraggio iconico che ha letteralmente cambiato la storia del cinema e la cui importanza va oltre la mera misurabilità.

    Facendo finta di ignorare il suo mastodontico contributo alla nascita dell’animazione come arte e allo sviluppo del cinema sonoro, ovvero al rapporto fra immagine e musica, e provando comunque a valutarlo come opera in sé, non se ne può comunque parlare che bene. A 93 anni dal suo debutto nei cinema USA, Steamboat Willie è tuttora fresco, veloce, originale, molto semplice eppure efficace nell’arrivare al suo scopo: divertire. E ci riesce, ora come allora.

    Grazie Walt Disney, grazie Ub Iwerks.

  • Spider-Man: Into the Spider-Verse

    Spider-Man: Into the Spider-Verse

    ★★★½

    Taglio corto e vado direttamente al nocciolo della questione: se anche il film avesse avuto trama, morale, sceneggiatura, personaggi, doppiaggio e colonna sonora di qualità, tutte cose che non ha, sarebbero comunque passati in secondo piano rispetto alla CLAMOROSA REALIZZAZIONE TECNICA VISIVA. La CGI è stata letteralmente inventata per questo film, i computer sono stati letteralmente inventati per questo film, l’informatica è stata letteralmente inventata per questo film. Sba-lor-di-ti-vo.

    Nota: il successo del film ha involontariamente influenzato molti altri film d’animazione a usare terribili OST composte da un mix di musiche anonime e canzoni alla moda. Che piaga.

  • Tinker Bell and the Great Fairy Rescue

    Tinker Bell and the Great Fairy Rescue

    ★★★½

    C’è una regola aurea che non si smentisce mai: i film Disney ambientati a Londra sono sempre bellissimi (l’orrendo Il ritorno di Mary Poppins è appunto l’eccezione che conferma la regola).

    Questo Trilli e il grande salvataggio è infatti molto buono, anzi, gli regalo pure mezza stella perché mi ha davvero sorpreso: sarà che mi aspettavo una fetecchia, sarà il tocco di genio del produttore John Lasseter o l’esperienza maturata dal regista Bradley Raymond nei molti sequel direct-to-video da lui…

  • Cars 3

    Cars 3

    Questa serie di film non doveva proprio esistere, figuriamoci arrivare al terzo episodio.

    Il primo era divertente per i bambini, e vabbè, per il secondo si sono inventati il crossover con 007, sopportiamo anche questo, ma adesso basta dai. Evidentemente anche alla Pixar avevano capito che ormai Cars aveva totalmente esaurito il suo già misero potenziale narrativo e hanno optato per un terzo capitolo che chiude definitivamente la saga dandogli anche una certa ciclicità narrativa. Meglio così.

  • In the Realm of the Senses

    In the Realm of the Senses

    Lo scandaloso film di Nagisa Ōshima forse era scandaloso nel 1976 e/o per la platea degli avventori delle edicole italiane negli anni ‘90, che ne nascondevano la VHS dentro L’Espresso o l’Unità, ma visto oggi oscilla fra il noioso e l'irritante, e di certo niente affatto eccitante nonostante la tematica erotica trattata.

    Trama (tratta da una storia vera). Giappone 1936, il proprietario di un bordello si invaghisce di una sua dipendente e se la sposa. Lui è sempre infoiato, lei…

  • Sleepy Hollow

    Sleepy Hollow

    ★★★★★

    Cinque stelle a un film di genere come Il mistero di Sleepy Hollow, neanche considerato come il migliore nella produzione del suo regista Tim Burton? Sì, e senza dubbi.

    Dopo una carriera tutta tesa a declinare in numerose varianti la poetica di quello che potremmo chiamare “outsider gentile in un mondo ostile”, Burton conclude il XX secolo e con esso la prima parte della sua carriera e della sua vita (ovvero quella con la compagna Lisa Marie) realizzando un horror…

  • Evita

    Evita

    ★★★

    Evita è un grandioso melodramma operistico in costume. Uno di quei film che fino agli anni ‘90 erano ancora possibili, con gran dispiego di persone, mezzi, scenografie, abiti e quant’altro per ricostruire un mondo che forse non era nemmeno mai esistito, ma aveva comunque un suo senso narrativo, teatrale e cinematografico, come NovecentoGandhi o Il paziente inglese: messinscene in cui la fedeltà storica è l’ultimo dei requisiti e la grandeur invece è il primo.

    Pare che film di Alan Parker sia apprezzatissimo…