Dogtooth ★★★★

This review may contain spoilers. I can handle the truth.

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Surreale ma piuttosto razionale rappresentazione di quanto i confini imposti ad un’essere stabiliscano il suo determinato "quieto" vivere.
L’uomo ne esce deviato in grande parte pur mantenendo vivi i suoi istinti primordiali.
Le mura di casa come spada di Damocle, protezione e maledizione.
I genitori a fare da sentinelle impedendo il contatto col mondo esterno, perfettamente inquadrati nella loro ‘’corruzione’’.
L’impresa di far sembrare ‘’malati’’ dei ragazzi in piena salute, semplicemente per il modo in cui l’educazione fornita li ha deviati.
La metafora del dente canino come simbolo di maturità, la ribellione per l’istinto di scoperta e libero arbitrio.
Un finale geniale: i confini si aprono ma la prigione diventa il baule di una Mecedes.
Per molta gente un film disturbante, l’ho trovato l’espressione più sublime della normalità. La stessa che ci viene decifrata ed imposta ogni giorno con infiniti mezzi differenti.