Batman

Batman ★★½

(English below) Il film che all’asilo mi ha insegnato a dire “Coraggio, orribile figlio di p******! Vieni da me!”, provocandomi molteplici colloqui maestri-genitori. Credo sia stato il primo film che ho visto e rivisto con cognizione di causa, pur riuscendo a cogliere solo una metà scarsa di trama.

Innegabilmente è stato il film che più di tutti ha ridefinito il modo di vedere Batman a braccetto con i fumetti di Miller, e che ha dato la giusta impronta estetica per tutti i prodotti a venire. L’atmosfera ed i toni risultano ancora azzeccati, ma marò se il film è invecchiato male. Vale sicuramente la pena di essere rivisitato per il valore storico, ma dubito farà innamorare nuovi spettatori. Persino io che l’ho amato alla follia da bambino ho finito per annoiarmi a più riprese.

Gli effetti speciali ed i modellini hanno anche il loro fascino vintage, ma la scrittura e la messa in scena riflettono tutte le ingenuità di quegli anni. Si gira a vuoto per due ore con personaggi statici, che non vengono ne sviluppati ne approfonditi. Tre quarti del cast sembra avere uno scopettone infilato su per il mulo, forse per solidarieta nei confronti di Keaton bloccato dentro al costume di gomma. Ma alla fine, stiamo comunque parlando di uno dei primissimi esperimenti nel voler arrivare ad una via di mezzo tra il fumettoso e qualcosa che abbia tinte più cupe ed adulte.

Provvidenziale l’atmosfera di Gotham da film noir con impermeabile e borsalino mista ad architetture bislacche alla Metropolis, che ti fa digerire tutto il vecchiume come se fosse parte integrante del mood. Kim Basinger poteva esserne la femme fatale, ma dopo aver accavallato le gambe per ben un’inquadratura, finisce per diventare la solita bambolina che grida ogni tre secondi e viene buttata giù da edifici vari.

Jack Nicholson gigioneggia senza controllo, ma non si può negare che sia proprio il suo Joker a trascinare l’intera pellicola. Le sue motivazioni rimangono confuse, ma comunque giustificate dal fascino anarchico e caotico e del personaggio. Alla fine si risolve tutto a un triangolo amoroso tra lui, Batman e la biondona di turno,e per me lui se li sarebbe bombati entrambi senza problemi. L’intepretazione di Nicholson funziona nei momenti in cui Burton riesce a creare la giusta tensione attorno al personaggio, ma, soprattutto nella seconda parte, sono troppi i momenti in cui sembra un po’ un mona innocuo. Bellissimo lo spot televisivo, inquietanti le prime scene post-trasformazione, ma dopo un po’ si rasenta il camp della serie di Adam West.

Il grande assente è proprio Batman, ed è palese che a Burton del personaggio non ne sia mai fregata una cippa. Già il fatto che uccida a destra a manca la dice lunga. È interessante il fatto che i buoni e i cattivi si siano creati a vicenda, che alla fine della fiera pure l’eroe abbia le sue zone d’ombra e i suoi problemi psicologici un po’ in linea con gli altri antieroi burtoniani. Tuttavia si parla solo di brevissimi accenni, spesso buttati lì a caso. Rimane comunque interessante l’aver proposto un Bruce Wayne basso, impacciato e un po’ strambo, poco a suo agio nei panni del playboy miliardario. Il suo Batman sembra non arrivare mai, ma quando entra in scena ti molla due ceffoni ben assestati e salva sempre la situazione.

Bellissime le musiche di Elfman, veramente atroci le canzoni di Prince infilate dentro a forza.

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The film that taught me "C'mon you gruesome son of a b****, come to me!" in kindergarten, and obviously caused multiple parent-teacher conferences.

There's no doubt that Tim Burton's "Batman" gave a whole new dignity to the character, and that all subsequent incarnations owe something to this film. But, at the same time, we can't really say it aged well. It was one of the first attempts to create something between a comic strip and something a little gloomier, but the writing is all over the place, and the direction is so clunky it hurts. While it’s definitely a must-watch if you are looking into the history of the character, I doubt it will have anything to offer to casual viewers.

However, the trench coat and wide-brimmed hat film noir atmosphere is perfect for Gotham City. In retrospect, it may lead you to believe that the clumsy staging and stiff acting were intended to channel the classic film noir vibes. Kim Basinger could have been the femme fatale, but other than crossing her legs in her first scene, she is the average superhero flick damsel in distress who yells and falls from various buildings.

Jack Nicholson's performance is the most confident, and he is indeed carrying the whole film. There are times he ends up being as campy as the Joker from Adam West TV show, but he is not the only one to blame. His performance works when Burton had managed to build tension around his character, but especially in the second half, he ends up being as quirky as he is harmless. His motivations are unclear, but that’s part of his anarchic and chaotic charm. In the end, it all resolves into a bizarre love triangle between him, Batman, and Vale.

The Caped Crusader is quite absent, and it’s clear that Burton didn’t care much about the original character. The fact that he purposedly kills already says it all. However, I liked how clumsy and out of place Bruce Waye feels while acting like a billionaire playboy. Burton suggests that Batman is just as much of a freak as Joker is, and the fact that the two characters caused the birth of each other’s second identities is not a coincidence. A concept that Burton was probably planning to expand in further movies, but that in this case gets only roughly sketched.

While Elfman’s score is still regarded as the best and most representative in the franchise, Prince’s original songs are atrocious…